Omessa Denuncia di possesso armi da parte dell'erede: età ed elemento soggettivo come scriminanti

Importantissima ed illuminata pronuncia del GUP del Tribunale di Reggio Calabria, Dott. Antonino Laganà, che, in accoglimento della tesi difensiva dell'avv. Vito Crimi, ha dichiarato, con sentenza n. 592/17,  il non luogo a procedere nei confronti di C.A., indagata ultraaottantenne per il reato di detenzione illegale di arma da fuoco appartenuta al defunto marito e regolarmente denunciata solo da quest'ultimo. Nella fattispecie, infatti, si è ritenuto che l'indagata si trovasse nell'ipotesi eccezionale di cui all'art. 5 C.P. reinterpretato alla luce della sentenza della C. Cost. 364/88), considerato che l'età avanzata della stessa (ultraottantenne già al momento del decesso del marito)e  lo stupore manifestato alle forze dell'ordine in merito alla assoluta inconsapevolezza dell'obbligo di successiva denuncia, fossero elementi idonei ad escludere l'elemento soggettivo necessario per integrare il delitto ascritto.

L'indagata, pertanto, ha visto emessa sentenza di non luogo a procedere perchè il fatto non costituisce reato.

 

Nullo Licenziamento per erroneo computo periodo di comporto

Con sentenza n°570 del 13.05.2016, La Corte di Appello di Reggio Calabria, Sezione lavoro, in riforma di sentenza di prime cure del Tribunale di Palmi, ha riconosciuto l’illegittimità del licenziamento operato dalla “C. I. Srl.” in capo al dipendente V. S., accogliendo il ricorso proposto dal lavoratore, assistito dall’Avv. Vito Crimi. Nella fattispecie è stato dichiarato che il licenziamento è stato operato senza il reale superamento del periodo di comporto, per come erroneamente ritenuto anche dal Giudice di prime cure, considerato che, per come ritenuto dalla difesa del lavoratore, il computo delle giornate di assenza per malattia era da effettuarsi secondo il calendario comune “a mesi”. La Corte, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, ha, pertanto, dichiarato nullo il licenziamento operato, condannando il datore di lavoro a “versare le retribuzioni dalla data del licenziamento a quella di presentazione del ricorso, nonché l’immediata reintegrazione del dipendente sul posto di lavoro”, oltre spese legali.

MIUR condannato: è dovuto correggere in autotutela graduatoria docenti su istanza tempestiva

Con sentenza n°1099/2015, il Gl del Tribunale di reggio Calabria, Dott. Antonio Salvati, ha sancito la tenutezza del MIUR a rettificare la graduatoria A052, con attribuzione del punteggio aggiuntivo di 12 punti in capo alla ricorrente, la docente C.M._

Quest'ultima, difesa in giudizio dall'avv. Vito Crimi, accortasi di un errore materiale nella selezione della categoria di attribuzione punteggio all'atto della pubblicazione delle GAE provvisorie, formulava richiesta in autotutela di rettifica della propria graduatoria, senza, tuttavia, che l'Ufficio scolastico provinciale ne prendesse atto.

La docente, pertanto, costretta ad agire in giudizio per non vedere pregiudicati i propri diritti, in pieno accoglimento delle tesi difensive del proprio legale, vedeva riconosciuto il il diritto alla corretta attribuzione del punteggio (n. 12 punti - classe di concorso A052) da parte del MIUR, "che avrebbe potuto e dovuto provvedere a rettificare in autotutela" quanto risultava, con evidenza, dagli atti.

Comune di Reggio Calabria condannato: Illegittimi gli aumenti tariffari con effetto retroattivo per i rapporti già tributari già eseguitisi e definiti

Con sentenza n°4428 del 18.09.2014, la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Calabria, Sezione n. 8, ha accolto il ricorso di un Condominio di Reggio Calabria, annullando  un avviso di integrazione tassa occupazione suolo pubblico, relativo a somme richieste per rideterminazione del tributo Tosap.

Nella fattispecie, il condominio ricorrente aveva ricevuto, in data 05.09.2013, l’avviso di integrazione pagamento Tosap per occupazione suolo pubblico di giorni 60 nel corso dell’anno 2012, già pagato, in seguito a rideterminazione dell’importo fondata su aumento tariffario  approvato con deliberazione della Commissione Straordinaria n°13 del 31.10.2012.

I giudici tributari, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, legale del Condominio ricorrente, hanno decretato l’annullamento dell’atto sul presupposto della “Illegittimità degli aumenti tariffari con effetto retroattivo per i rapporti già tributari già eseguitisi e definiti”.

Si tratta di pronuncia di rilievo, importantissima sia sotto il profilo della tutela dei diritti dei contribuenti, sia sotto l’aspetto della affermazione del principio della irretroattività degli adeguamenti tributari per rapporti già definiti,  con responsabilità degli enti locali che agiscono in maniera difforme.

EQUITALIA condannata: Iscrizione ipotecaria illegittima se fondata su crediti prescritti successivamente alla notifica delle relative cartelle

Con sentenza del 23.10.2013, il Tribunale del Lavoro di Reggio Calabria, nella persona del G.L. Dott.ssa Patrizia Morabito, ha annullato un’iscrizione ipotecaria per € 62.000,00, accogliendo il ricorso proposto da L.U., assistito dall’Avv. Vito Crimi.

Nella fattispecie è stata dichiarata la “prescrizione dei crediti accertati, successivamente alla notifica di tre delle quattro cartelle”, in assenza di atto interruttivo alcuno tra la notifica di queste ultime e l’iscrizione ipotecaria opposta.

Non solo, ma il GL, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, ha decretato l’annullamento, ordinando l’immediata cancellazione dell’ipoteca e la trasmissione degli atti alla Procura presso la Corte dei Conti Regionale, perché “a causa dell’inerzia di Equitalia si sono prescritti crediti contributivi di importo rilevante”.

Si tratta di pronuncia importantissima sia sotto il profilo della tutela dei diritti del consumatore, sia sotto l’aspetto della responsabilità degli enti di riscossione.

Decreto Ingiuntivo revocato se l’opposto non fornisce prova del proprio credito – fattura non sufficiente

Con sentenza del 03.01.2013, il Tribunale Civile di Reggio Calabria, nella persona del Giudice Dott.ssa Francesca plutino, ha revocato un decreto ingiuntivo emesso dallo stesso tribunale in favore del sig. L.F., accogliendo il ricorso proposto da P. s.a.s., assistita dall’Avv. Vito Crimi.

Nella fattispecie è stato dichiarato che “l’opposto non ha fornito prova del proprio credito a fronte della contestazione dell’opponente circal’effettiva realizzazione dei lavori eseguiti e la corrispondenza tra prestazioni effettuate ed eseguite”.

Non solo, ma il GI, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, ha decretato l’annullamento, anche sul presupposto giurisprudenziale per cui “la fattura è titolo idoneo per l’emissione del D.I., ma, in caso di opposizione, la stessa non costituisce prova delle esistenza del credito, che dovrà essere provata con gli ordinari mezzi di prova dall’opposto (Cass. Civ. 5915/2011).

MIUR condannato a restituire somme illegittimamente trattenute: nel certificato medico è necessario salvaguardare il diritto alla privacy

 

Con ordinanza cautelare del 01.07.2013, il Tribunale del Lavoro di Reggio Calabria, in composizione Collegiale, confermando la pronuncia resa in fase di ricorso ex art. 700 cpc dal G.L. Dott.ssa Patrizia Sicari, ha rigettato il reclamo proposto dal MIUR, accogliendo le tesi difensive del signor T.D., difeso dall’Avv. Vito Crimi.

Nella fattispecie è stata confermata la “sospensione dell’efficacia dei decreti emessi dal Dirigente Scolastico nei confronti del ricorrente” (ex dipendente), con cui veniva disposto il recupero di somme per € 9.954,50 nei confronti del T.D., condannando il MIUR al pagamento delle spese giudiziali.

Nella vicenda in esame il Tribunale ha  ritenuto “acclarato che il dipendente possedesse il requisito della certificazione della grave patologia e della sottoposizione a terapia temporaneamente invalidante, per come evincibile sia dall’attestazione dell’AST, sia dalla pluralità di certificati di malattia telematica,  riportanti con chiara dizione la sussistenza e la prognosi per grave patologia e terapia temporaneamente invalidante nel periodo in esame”.

La richiesta di certificati da parte del dirigente scolastico, che  “richiedeva invece i certificati attestanti i periodi in cui, di volta in volta, è stata sottoposta a terapia salvavita con ricovero ospedaliero, day ospital o ambulatorio accreditato rilasciati dalle medesime strutture , contenenti anche l’eventuale indicazione del numero delle giornate di assenza dovuta agli effetti a distanza provocati dalla terapia” è stata ritenuta, dall’Organo giudicante,  “contraria ai dettami di cui all’art. 17, comma 11, CCNL Scuola”.

Il Tribunale, in pieno accoglimento delle tesi difensive sostenute dall’avv. Crimi, ha affermato che “la pretesa del dirigente non appare però sorretta dalla norma collettiva sopra specificata”.

E’ stato escluso, pertanto, un onere di specificare e documentare il tipo e durata della terapia a cui sarebbe stato sottoposto il dipendente.

Si tratta di pronuncia importantissima sia sotto il profilo della tutela dei diritti del malato, sia sotto l’aspetto della tutela della privacy in materia di certificazione medico – sanitaria.